FILASTROCCA DELLA GALLINA ALLO SPECCHIO
La gallina allo specchio si rimirava da destra e da manca, sguardo luccicoso intenso, curioso sospettoso, profilo destro profilo sinistro
Lentamente poi s’accovacciò e assieme alla sua dirimpettaia fece e depose per terra un uovo, o forse due
Il bimbo fissò intensamente l’uovo candido, stava lì proprio fra le sue scarpe, un piccolo colpetto e l’avrebbe rotto
Si chinò lentamente, e assieme alla sua immagine riflessa presero e sollevarono l’ovetto coll’indice e il pollice sin davanti agli occhi
Girati, capovolti, spostati di lato e di sotto e di sopra, che l’ebbero, li bucarono e d’un sorso li bevvero per intero
Quattro occhi si spalancarono e due pancini si contrassero e fra smorfie uguali di dolore uguale si piegarono in due e giù le brache a far popò
Meraviglia e stupore, leggerezza e rinascita, si rianimarono e a bocca aperta sollevarono quel fagottino, ci giocarono, l’impastarono e lontano lo gettarono
E fame di nuovo fu, e giù di corsa a correre qua e là a inseguir una vecchia gallina spennacchiata starnazzante, di becco e di ali
Acchiappata, a quattro mani il collo le tirarono, ma dal riso tosto passarono alla pietà, al pianto, alle vicendevoli accuse
Una buca in terra fecero, la gallina vi distesero, ricoperto il fosso un bastoncino a segnale vi piantarono e una preghierina mormorata recitarono
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